La prima volta con Isaacs non si scorda mai

Fan-reportage: StarCon Italia 2018

Tornate con me a sei mesi fa, al 26 maggio, a quando molte di noi fortunate ragazze del Jason Isaacs’ Italian Fanclub abbiamo incontrato Jason per la prima volta. Scoprite di come il ruolo di Capitano gli andasse stretto (non solo per colpa del costume di scena), del suo modo di intendere la recitazione, della nascita del look di Lucius Malfoy…
Jason ha scostato il tendone facendoci entrare nel mondo delle meraviglie dietro le quinte.
E si è rivelato, fuori dal palco, più affascinante del suo miglior personaggio.


L’annunciazione

Ho ancora lo screenshot della newsletter della StarCon che ho mandato immediatamente a mio marito. Il messaggio era breve e incisivo: “Ci andiamo, VERO?!”

C’è voluto qualche minuto per normalizzare la respirazione. La sera stessa ho acquistato gli ingressi e prenotato un delizioso B&B, per far felice anche il mio accompagnatore, pensando che sarebbe stato contento di parcheggiarsi a bordo piscina per tutta la durata della convention. Mi sbagliavo, voleva partecipare, forse anche per controllare che non gettassi teatralmente la fede nuziale per buttarmi tra le braccia di un certo ospite…


Per un paio di mesi ho girato con un sorriso da scema stampato in faccia. Camminavo a una spanna da terra, in preda a un’incontenibile e perenne euforia, al pensiero di quello che stava per accadere. Mi sembrava incredibile. Già l’anno prima la StarCon mi aveva fatta tornare bambina portando in Italia Doc Christopher Lloyd, icona della mia trilogia preferita di sempre. Ma Isaacs?! Nooo, Isaacs è un sogno, è l’uomo perfetto, è un Semidio dal sorriso sfolgorante, cioè… esiste solo nella fantasia. E se esiste davvero, non respira la mia stessa aria, non calpesta il mio stesso suolo, è inconcepibile trovarselo davanti, guardarlo senza la mediazione di uno schermo, ascoltarlo, toccarlo… toccarlo?!? Un pensiero troppo conturbante!

Perdonatemi. Lo confesso: sono una fan scatenata di Jason Isaacs dal 2002, quando mi folgorò la sua interpretazione del sadico Tavington de Il Patriota, e sono anche una fervente potteriana. Voi capite che alla possibilità di incontrarlo di persona, stringergli la mano e – con buona probabilità – cedere a ogni pudore e promettergli amore eterno, la quindicenne che ancora è in me era riemersa prepotentemente e si stava scatenando.

I mesi sono passati in fretta tra binge-watching e scandagliamento compulsivo del web, grazie al quale ho conosciuto un gruppo di persone assolutamente fuori dal comune: le ragazze del Jason Isaacs Fanclub Italia, con le quali ho cominciato subito a collaborare e a condividere di tutto, al limite dello spam! E anche se la nostra crescente ansia quasi non ci ha permesso di crederci davvero fino all’ultimo, alla fine il giorno fatale è arrivato. Esattamente sei mesi fa.


Ci siamo: inizia la StarCon! – Dove scopriamo che Jason Isaacs esiste davvero

A Chianciano incontro per la prima volta dal vivo le amiche conosciute in chat, ed è gioia pura. Ovviamente siamo tutte in preda a un misto di frustrazione per l’attesa, euforia, picco ormonale e terrore puro, ma quasi tutte abbiamo almeno l’età anagrafica di un membro adulto e produttivo della società, quindi cerchiamo, con scarsi risultati, di dissimulare. Le divise della Flotta Stellare e quelle della Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts si sprecano, e colorano la scena. Ci sono i ragazzi di Ritorno al Futuro Club Italiano che ho conosciuto l’hanno scorso, con la loro splendida DeLorean, in brodo di giuggiole per la fantastica Claudia Wells. C’è un Tardis. C’è Dobby! Incontriamo altri ospiti, gironzoliamo tra le bancarelle, intanto il tempo passa lentissimo…! E poi il cuore manca un battito quando lo vediamo arrivare, circondato dai suoi accompagnatori, in jeans e maglietta, barbetta di qualche giorno, bello e raggiante con la sua tazza di ceramica per il tè e il suo zainetto da viaggio. È lui. È davvero lui!

Il trauma della foto, primo momento d’incontro, è ancora vivo… cari organizzatori della Starcon, vi adoro, maledetti sadici. Ma vi pare possibile programmare le cose in questo modo?! Cioè, noialtre ce lo sognamo da anni da una salutare distanza schermo/divano, e voi ci obbligate ad avvicinarci al Divino dopo soli due minuti dall’apparizione mistica?! Da zero a cento, roba da far saltare le coronarie.

L’attesa in fila è infatti anche troppo veloce. Prima di riuscire a farmi coraggio ecco, è già il momento, tocca a me. A me? Io chi? Che? Cosa?! Lo guardo e rimango bloccata come il classico cerbiatto davanti ai fari del tir. Niente ci separa, tranne la mia paralisi agli arti inferiori. Lui mi guarda (oddio, sta guardando ME) e spalanca le braccia sorridendo incoraggiante. A quel punto realizzo – non in maniera razionale, ché il pensiero cosciente è surgelato, ma a un livello più profondo e istintivo del mio essere – che Jason Isaacs esiste davvero, ed è qui!

DEVO andare verso di lui: l’imput nervoso finalmente arriva, compio quei due difficilissimi passi. Poi faccio l’errore, stringendo la mano che lui calorosamente mi porge salutandomi (oddio, lo sto toccando!) di alzare lo sguardo e incrociare i suoi occhi, e per un po’… si fa tutto nero! Black out!! Ci sono (appunto) delle foto a testimonianza del momento, per fortuna, perché il cervello non ha registrato niente se non una pacifica euforia che somiglia – credo – a quella che chiamano estasi mistica. Nota per la prossima volta: indossare occhialetti protettivi per eclisse solare.

Provando a mettere un attimo da parte la mia incontenibile emozione e quindi il mio punto di vista irrimediabilmente parziale, posso comunque dire che Jason Isaacs è stato spettacolare. Credo che nessuno dei visitatori, ed eravamo tanti e ben preparati, si aspettasse di assistere a quello che è successo. Parliamo quindi del suo panel, che forse vi interessa di più dei miei turbamenti interiori (altrimenti poi dovrei pagarvi la seduta e tornare la settimana prossima).

Sì, il panel. Parliamone.


One man show: “Non c’è niente da vedere”

Non ha bisogno di un mediatore, non sta seduto. Non si limita a rispondere alle domande. No: il suo è uno spettacolo vero e proprio. Lo invita sul palco Fabrizio Pucci, uno dei suoi doppiatori storici (Star Trek: Discovery, Morto Stalin se ne fa un altro, Brotherhood) col quale ha un delizioso scambio di battute sul fatto che adora la sua voce e vorrebbe essere sempre doppiato da lui, per favore, che lo preferisca a Hugh Jackman, se si trovassero nello stesso film! Poi Fabrizio lascia il palco e Jason si scatena. Chi se lo aspettava così scoppiettante, così divertente? Non è da tutti tenere un palcoscenico da soli, semplicemente coinvolgendo il pubblico coi propri racconti. Fa scintille e ha una parlantina incredibile.

Tutte le foto appartengono alla carissima Marilena Berera.

Aggiungeteci una presenza fisica e una mimica da attore consumato: per prima cosa, Jason si muove un po’ per il palco per farci vedere che c’è ben poco da filmare o fotografare, niente per cui valga la pena sprecare memoria sul telefonino. “Sono solo io, un tizio un po’ attempato in jeans e maglietta”. Come no, Jason, ci hai proprio convinte, se non fosse che dal vivo sembri inquietantemente più giovane e ancora più bello che sullo schermo. “Questo è il mio profilo destro… questo è il sinistro… questo il didietro…” e per un attimo si volta come se niente fosse a mostrarci il suo rimarchevole lato B, facendo spallucce. Che ipocrita.

Si scusa per non avere niente di particolare da farci vedere. Anzi, sì! Qualcosa ce l’ha! Ed estrae un oggettino dalla tasca. Si rimette di spalle, armeggiando a lungo con la maglietta, mentre in platea ci ritroviamo tutte col fiato sospeso perché stiamo intravedendo il suo ombelico, e per la rinnovata visione del suddetto, ribadisco notevole, lato B. Per fortuna riesce a sistemare l’oggetto: noi riprendiamo a respirare e scopriamo che si tratta del suo distintivo da capitano, che – parole sue – è l’unica cosa che è riuscito a rubare dal set di Discovery! “Nel futuro abbiamo questa fantastica tecnologia. I magneti.”

Racconta a lungo del costume da ufficiale della Flotta, e con interessante dovizia di particolari. La tuta era talmente stretta da impedirgli certi movimenti, e fastidiosamente priva di tasche, per cui – vista anche la scarsità di oggetti coi quali interagire – gli attori non sapevano come tenere le braccia per non risultare forzati. All’inizio di una scena, il più svelto si metteva a braccia incrociate, e gli altri non potevano imitarlo… “Quando lo riguarderete, guardate il tizio a braccia incrociate, e sappiate che tutti gli altri lo stanno odiando!”. Descrive l’indossare l’uniforme la mattina come “essere ricoperti da una gomma liquida che col passare della giornata si restringe, una tortura” e racconta che ha sofferto la fame sul set, “perché se mangiavi anche solo un pomodoro, sembrava che aspettassi un bambino! Quella tuta era come un bendaggio gastrico.” Qui si volta verso la cabina di regia a chiedere al suo interprete “Sai tradurre ‘bendaggio gastrico’?”. Il favoloso Paolo Attivissimo, ovviamente, lo sa fare.

Poi interroga i presenti: in quanti avevano capito che… *ALLERTA SPOILER!* …il Capitano Lorca proveniva dall’universo alternativo? Quanti, che l’Imperatore era l’alter-ego del Capitano Georgiou? Alla vista di tante mani alzate ride, dicendo che a quanto pare gli sceneggiatori hanno fatto un pessimo lavoro… o forse siamo noi troppo ferrati su Star Trek e troppo furbi! Per lui la serie, sin dai suoi esordi, è sempre stata innovativa e fenomenale. Discovery, poi, affronta temi a lui molto cari: ci parla di come sia presente un importante messaggio di inclusione. “Per la prima volta abbiamo un Capitano che è una donna asiatica, la protagonista è una ragazza di colore, ci sono due ufficiali che sono una coppia gay…” ma la serie non si basa su questo, racconta altro. I gusti sessuali o la provenienza etnica non sono importanti. L’apparente diversità è invece presentata come normale, dice; dell’equipaggio fanno parte persone di ogni genere, ed è questo il messaggio sotteso e importante.

Jason confessa che il ruolo di Capitano gli andava stretto. Gli si chiedeva di entrare a far parte di una saga storica e molto amata – anche da lui medesimo – e aveva una paura f*ttuta di rovinarla con una performance non all’altezza (sì, gli piace parlare in modo forbito ma anche colorito). Ci rivela di aver riflettuto a lungo prima di accettare, finalmente convinto quando ha avuto più dettagli sulla parabola del suo personaggio, resosi conto che la trama era davvero intrigante. Gli si offriva un ruolo ambiguo, sul tema del doppio, uno dei suoi preferiti: come rifutarlo?

A proposito di buoni e cattivi: sappiamo tutti che sono stati i suoi fantastici villain a renderlo famoso, ma quali ruoli preferisce intrepretare? È una domanda che si pone da solo, perché – dice – preferisce cavarsi subito il dente rispondendo alle domande che gli fanno sempre, così da evitarci l’imbarazzo di porgliele. Risposta: non cambia nulla, per lui. Che il personaggio sia buono o malvagio, ha comunque le sue motivazioni. Sono quelle che lui come attore deve indagare per rendere il personaggio credibile. I cattivi non pensano mai a se stessi come tali: pensano di stare facendo la cosa giusta (per sé o per il loro ideale). “Ricordate Tavington? Non era esattamente un bravo ragazzo, ma cercava di vincere la guerra.”

E Lucius Malfoy? “Oh, lui è un totale sfigato. Fa parte di un’elite che vorrebbe conservare i privilegi perduti cercando di fermare il progresso, quindi ha già perso in partenza. È un classista e un maledetto razzista, ed è completamente succube di Voldermort. È un vigliacco, la sua cattiveria deriva dalla paura: ha paura dei babbani e del progresso.” Uncino invece è un cattivo davvero singolare, perché completamente privo di potere, praticamente farsesco. Quando lo conosciamo ha già perso contro Peter, rimettendoci la mano. Anche lui ha paura dei cambiamenti, dei giovani; è un uomo di mezz’età ossessionato dal ticchettio dell’orologio, che rappresenta la paura di invecchiare, “quindi capirete quanto è stato facile per me interpretarlo!”

Il suo film preferito, tra tutti quelli che ha interpretato, è proprio Peter Pan. Innanzitutto gli ricorda un periodo bellissimo: mentre lo girava ha vissuto per più di un anno con la moglie e la prima figlia, appena nata, in una bella casa sulla spiaggia in Australia. Poi ci racconta di amare moltissimo il modo in cui il film pone l’accento sulla crescita di Wendy. “Il libro s’intitola ‘Peter Pan’ ma dovrebbe chiamarsi ‘Wendy’, è lei il fulcro della storia.” La vicenda infatti può essere letta anche così, come lui suggerisce: parla di una ragazzina che ama le storie di pirati alla quale un giorno dicono ‘Adesso sei grande, è ora di sposarsi e mettere da parte le fantasticherie’. “Ho due figlie adolescenti di 13 e 16 anni e vedo quanto è difficile essere una ragazza al giorno d’oggi, come allora. Pensateci: avete 15 anni e tutto quello che vi va di fare è andare al centro commerciale, e improvvisamente vi dicono che è ora di avere dei bambini vostri!” Quella notte Wendy sogna un mondo in cui i bambini possono decidere di non crescere mai e vivere le più grandi avventure. E in quel sogno c’è un uomo affascinante che somiglia a suo padre: Wendy affronta e supera il complesso edipico. Il film è stato un flop commerciale, ma è diventato un amato classico dei film per ragazzi, ed è rimasto nei cuori di tutte le sue fan per la sua stupenda doppia interpretazione: mite e dolce Mr Darling, sexy e dark capitano Uncino. Ah, questi capitani…!!

Isaacs torna a scherzare raccontando che sul set di Peter Pan, interamente girato all’interno di grandi capannoni su cui picchiava un sole impietoso, abbiano rischiato di finire tutti arrostiti. Il rumore dei condizionatori influiva troppo sul sonoro, quindi mentre si girava dovevano stare spenti. C’è stato qualche svenimento, e lui sotto parrucca, trucco e strati e strati di velluto soffriva come un disperato. Un giorno il regista gli propose di indossare una speciale tuta sotto gli abiti di scena. “Non ho già abbastanza roba addosso?!” Scoprì che si trattava di una speciale muta foderata di tubicini che, riempiti di aria fredda, l’avrebbe rinfrancato tra una scena e l’altra. “A quanto pare l’aveva usata Tom Cruise in qualche Mission: Impossible. Spero tanto che l’avessero lavata!” Per farla funzionare dovevano agganciare il bocchettone dell’aria fredda nel foro d’ingresso posizionato… proprio sul sedere. Un poco imbarazzante, ma… cosa non si sopporta per l’Arte!

A proposito di costumi: stando a quanto racconta Isaacs, è suo il merito di aver creato gli elementi di base del look del fetentissimo Lucius Malfoy. Pare che alla prima prova di trucco gli abbiano fatto provare un completo gessato di taglio classico, da banchiere, e visto che ha dei bellissimi capelli, gli abbiano detto che non aveva bisogno di altro. Al che lui avrebbe protestato sentitamente: “Insomma, ma non è un mago?! Dov’è la magia? E poi è uno snob e odia i babbani, perché dovrebbe vestirsi e pettinarsi come loro?” Jason racconta di essersi fatto dare una parrucca bionda di scarsissima qualità e di essersi buttato un pezzo di stoffa a mo’ di mantello sulle spalle, per presentarsi così al regista Chris Columbus, che a momenti non lo riconosceva. Un po’ perplesso, lo avrebbe lasciato spiegare.

“Vorrei avere un look bizzarro, che rifletta il suo essere nobile e potente, che si distingua”.
“Uhm… ok. E… c’è altro che ti piacerebbe provare?”
“Sì ecco… Mi piacerebbe un bastone!”
“Un bastone?! C’è qualcosa che non va con le tue gambe?” avrebbe chiesto il regista.
“No, no! è solo che mi darebbe un’aria nobile e all’antica. E poi, magari… potrei estrarne la mia bacchetta, come fosse un coltello, hai presente…?”
Jason racconta che il regista (‘un carissimo ragazzo’) a quel punto ha sospirato dicendo: “Credo che i produttori di giocattoli ti adoreranno.”

Ma torniamo a Lorca. La domanda non poteva non essere posta: Lorca tornerà? “Tutto quello che dovete sapere su Lorca è che…” comincia Isaacs, ma… anche se lui parla, dalle casse non esce alcun suono. C’è forse qualche problema col microfono? No, ovviamente ci sta prendendo in giro replicando la famosa scena di Forrest Gump che parla alla folla della guerra in Vietnam! “…e spero che questo vi abbia tolto qualsiasi dubbio”, conclude.

Se non nei panni di Lorca, è possibile che prenda parte alla nuova serie interpretando un altro personaggio? “Oh sì, mi piacerebbe, farei qualunque cosa per tornare! Tranne il klingon. Quei poveracci che interpretano i klingon fanno una vita di m****!” Ci racconta delle alzatacce e delle sfinenti ore di trucco. A quanto pare la testa è così pesante che hanno dovuto nascondergli nel costume un sostegno per il collo, e le maschere non sono abbastanza mobili da permettergli di mangiare, così sono costretti a sorbire dei beveroni e a stare sdradiati per riposare i muscoli delle spalle, durante le pause. Abbiamo capito, Jason. Niente klingon. Certo, a confronto la tua tuta apprezzabilmente stretta non sembra più così tremenda!

Ci racconta anche la storia di come ebbe la parte del dottor Hap in The OA, serie della quale va molto orgoglioso perché la trova “assurdamente innovativa e visionaria”, e della quale aspettiamo l’uscita a breve della seconda stagione. Dice di aver ricevuto i copioni dalla sua agente americana, una sera tardi, con l’ordine di leggerli subito perché alle due di notte il regista lo avrebbe chiamato via Skype. Non voleva farlo, era stanco, ma l’agente lo convinse. Fu tassativa: doveva leggerli, era roba forte, una produzione Netflix. Un altro attore si era tirato indietro e i tempi erano strettissimi: se il provino fosse andato bene doveva partire la mattina stessa per New York. Quindi Jason li lesse, trovò la sua parte della storia estremamente accattivante, fece il provino… e la mattina dopo baciò moglie e figlie chiedendo perdono, perché partiva per cinque mesi. “È la vita dell’attore. Torno appena posso”. A proposito: lui e la moglie hanno appena festeggiato il loro trentesimo anniversario di vita insieme, quindi a quanto pare è stato perdonato. “Appena arrivato a New York ho raggiunto la Grand Central Station e abbiamo girato direttamente la scena del primo incontro tra Hap e Prairie. Quello che vedete ero io, nei miei vestiti, con il mio trolley e un volo di sei ore alle spalle.”

Il personaggio di Hap, uno scienziato che ha dedicato la sua vita allo studio delle esperienze di pre-morte e che non esita a rinchiudere e torturare cavie umane, l’ha molto colpito. Si stupisce che tutti lo etichettino come “cattivo”. “È uno scienziato e persegue forse lo scopo più alto di tutti: liberare l’umanità dalla paura della morte.” Inoltre è evidente il suo tormento interiore, perché non è né un sadico né un uomo privo di morale, ma per la sua ricerca decide di sacrificare anche la sua umanità. “I film che mi piace fare sono quelli che indagano la natura umana. Innescano un dibattito: io cosa farei, in una situazione del genere? Tu, cosa sceglieresti?” Isaacs crede che sia questo lo scopo dell’arte, cinema compreso: indagare e rappresentare le infinite sfumature dell’animo umano. “Forse suona un po’ pretenzioso, da parte mia. Diciamo che mi sento fortunato quando posso fare questo genere di film. Faccio questi, e poi faccio delle cagate per soldi” dice sorridendo.


Non bisognerebbe mai incontrare i propri idoli.

In poco più di un’ora Isaacs ha raccontato questo e molto altro. Ha risposto a tutte le domande con il suo pungente umorismo e con benevola ironia (“Ti ho adorato nei panni di Tavington!” “Dovresti farti vedere da uno bravo.”) Ha anche saputo dire dolcissime parole di conforto a una giovane fan che ha raccontato la sua esperienza di bullismo a scuola, e di quanto sia stata per lei di supporto la passione per la lettura e la rivincita che ottengono i buoni, vessati e malridotti ma vincitori, nella saga di Harry Potter.

Al momento degli autografi, subito dopo il panel, Jason ha dedicato a ogni suo fan il tempo di fargli qualche domanda extra e ha raccontato spontaneamente altre curiosità, elargendo calorose strette di mano e pericolosissimi sorrisi a non finire. Si è complimentato con tutti i cosplayer, mostrandosi sinceramente divertito e grato per gli omaggi ricevuti, e ringraziando i Serpeverde – sottoscritta compresa – di portare con onore lo stemma della sua casa. A vederlo, pareva che non avrebbe mai smesso di chiacchierare, fosse stato per lui. La fila era lunga ma alla gente non dispiaceva aspettare un po’, sapendo che avrebbe avuto un momento di vero contatto. La sua energia colpiva, il suo buonumore era elettrizzante.

Per mantenere una briciola di dignità non vi racconterò di come la mia paralisi motoria e cognitiva si sia trasformata, al momento dell’autografo, in una prolissità imbarazzante a cui lui ha risposto con signorile pazienza. Non lo farò. Dirò solo che avrei voluto restare anche il giorno dopo, la domenica, per ripetere tutto daccapo. La prossima volta non mancherò.

Arrivavo con aspettative altissime ma la mia esperienza umana, di fan, di utente della convention, insomma a 360 gradi, è andata molto oltre. Grazie Starcon, grazie Jason, grazie meravigliosi compagni multifandom!

Non bisognerebbe mai incontrare i propri idoli, come dicono. È verissimo. A questo punto credo che possa finire solo in due modi: o si dimostrano freddi e antipatici, e quindi ci deludono, o si rivelano ancora più affascinanti, più simpatici, più brillanti e talentuosi e affabili e divini di quanto ce li eravamo sognati. E allora è finita, siamo segnati per sempre!

La mia dipendenza da Isaacs non ha ancora dato sostanziali segni di recessione. Ma per fortuna non sono sola 😉


V.

Se vi piacciono i miei appassionati sproloqui, ne trovate altri qui: https://twitter.com/ValeSilingardihttps://sillyvale.tumblr.com/

Intervista tradotta: We’re Hooked on Potter baddie

Intervista originale di Simon Rothstein, pubblicata nel 2003. Non riuscendo a trovarne traccia online, riportiamo il testo originale dopo la traduzione. Ci limitiamo a tradurre il testo per facilitare il pubblico italiano. Tutti i diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Siamo disponibili a rimuovere questa nota qualora gli aventi diritto la ritengano lesiva.

Quando si tratta di cattivi inglesi ad Hollywood, non puoi trovare niente di peggio di Jason Isaacs.
Non solo ha tentato di uccidere Peter Pan ed Harry Potter, ma l’attore nato a Liverpool ha anche interpretato un capo ribelle dell’IRA, un ganster gay e un ufficiale dell’esercito inglese sadico, infanticida e che va in giro a incendiare chiese.
Ma in un’intervista esclusiva Jason ci racconta che nella vita reale non è altro che un pappamolle al quale ai fan, delusi, passerà la voglia di chiedere un autografo.
La star ha anche avuto esperienza del lato oscuro della celebrità, e ci racconta della stalker che ha reso la sua vita un inferno negli ultimi otto anni.
E rivela di non essere ancora sposato con la sua partner da 17 anni Emma Hewitt, che lui chiama sua moglie, e che la loro figlia di due anni Lily ha rovinato la sua vita da star.
Quindi andate avanti a leggere per scoprire tutto sull’uomo dentro il costume da Capitan Uncino e Lucius Malfoy, incluso il motivo per cui non ne ha mai abbastanza dei baci cinematografici. 

Cos’è che rende i ruoli da cattivo così allettanti per te?

I ruoli migliori nei film di Hollywood sono sempre quelli da bad guy, mentre gli eroi sono abbastanza insulsi. Quando leggi il copione l’eroe non ha niente di particolare, a parte il fatto che tutte le donne che guardano il film vorrebbero andare a letto con lui. Normalmente non hanno molto da recitare. Sono solo l’irremovibile sex-bomb al centro della storia, mentre i cattivi in genere hanno carattere e creano situazioni estreme. Io non prendo la recitazione troppo sul serio, e la puoi prendere ancora meno seriamente quando ti stai leccando le tue labbra genocidarie… Inoltre non ho scelta riguardo ai ruoli che interpreto, e non penso che le donne guardino i miei film morendo dalla voglia di strapparmi via i pantaloni! Semmai la gente mi vorrebbe vedere gettato in una buca piena di serpenti. Però ho recitato in alcuni ruoli all’estremo opposto – in genere preti o soldati con grande senso della morale.

Sappiamo tutti quanto diabolico tu sia sullo schermo, ma come appari nella vita reale?

Sono un vero sfigato, un pappamolle. Penso che quella roba forte sullo schermo rimarrà solo un sogno irraggiungibile. C’era un tizio che faceva un lavoro di muratura a casa mia, una volta. Telefonai a sua moglie per saldare il conto e lei disse: “Le ha chiesto un autografo?” Fui piuttosto shockato dato che non avevo realizzato che lui sapesse che ero un attore, ma lei disse: “È un suo grande fan. Ha tutta la sua roba su video e foto di lei sul muro.” Dissi: “È strano, perché non ha accennato alla cosa?” E lei rispose: “Oh, beh, probabilmente è perché… oh, non dovrei dirlo.” Dopo che le dissi che non avrebbe urtato i miei sentimenti, rispose: “Beh, è perché è rimasto deluso nell’incontrarla e vedere che era un po’ un mollaccione.”

Ora ci puoi assicurare che è vero che tutte le ragazze amano il bad boy, specie quelli con accento inglese?

Ho ricevuto diversi strani feedback, mi sono arrivate un sacco di bizzarre fotografie oscene. La gente fantastica sui personaggi cattivi in maniera incredibile. Mi ricordo che girai un episodio dello show per la tv Civvies dove picchiavo mia moglie, e ricevetti lettere da donne che dicevano “Non avrebbe mai dovuto parlarti in quel modo. Amo gli uomini che sanno essere risoluti.” Risposi con il numero di telefono dell’assistenza per le vittime di violenze. Ma le donne che amano i cattivi ragazzi rimangono molto deluse quando mi rivelo essere premuroso e riguardoso, in carne ed ossa – sperano che stia per trascinarle per i capelli in una caverna.

Come hai conosciuto Emma, da quanto siete insieme e che cosa fa lei?

Emma faceva dei documentari, ma ora ha orgogliosamente annunciato che non intende più lavorare finché campa quindi farei meglio a darmi da fare per darle una vita dignitosa. Ci siamo conosciuti alla scuola di arte drammatica, e stiamo insieme da 17 anni. Attualmente non siamo ancora sposati, benché ci chiamiamo l’un l’altra marito e moglie altrimenti la gente lo troverebbe strano. È piuttosto bizzarro chiamare una “la mia ragazza” quando avete un bambino. Io le ho fatto la proposta e, stranamente, Emma ha accettato, ma tutte le volte che cominciamo a pensare di organizzare il matrimonio mi danno una parte. Quindi ci sposeremo un giorno, probabilmente quando Lily tornerà da scuola e dirà: “Voi due dovete sposarvi, mi state davvero mettendo in imbarazzo”.

Come ti ha cambiato il diventare padre?

Vorrei aver creato una famiglia prima, è la cosa migliore che abbia mai fatto. Non so che c**** stessi facendo nei miei trent’anni – ero sempre a cercare il party migliore, un ristorante più stravagante o un percorso più lungo sul campo di golf. Ma ora che ho Lily non esco, sono l’opposto di un vampiro perché mi si vede solo durante il giorno.

Hai passato un periodo davvero difficile con una stalker. Ci puoi raccontare cosa successe?

Ho avuto una stalker negli ultimi otto anni, e l’ho portata in tribunale un sacco di volte per rafforzare l’ordinanza restrittiva. Quando questa scadeva, lei ricominciava a mettersi in contatto con me immediatamente, minacciosamente, ossessivamente e costantemente. Gli amici mi prendono in giro per questo, ma poi spiego com’è avere qualcuno che sta davanti alla tua porta a bussare nelle prime ore del mattino e subito il gelo cala sulla stanza. Non è tutto questo divertimento avere una stalker. È un grosso disturbo per noi e spero che riceva dell’aiuto psichiatrico, l’ultima volta mi sembra ne avesse l’intenzione. Il miglior consiglio che ti può dare la polizia è “muoversi tra varie case, cambiare tutti i tuoi numeri di telefono e cambiare lavoro”. Ma nessuna di queste cose si applica ad un attore. Avevo considerato l’idea di fare teatro, ma poi lei è semplicemente venuta in teatro. Sono stato in America e in Australia per un anno e mezzo e quando ho lasciato l’Inghilterra lei era sotto un’altra ordinanza restrittiva. Ma non so quello che succederà in futuro. È un bel po’ di strada per lei adesso, allora eravamo solo a due ore di treno da dove abitava prima in Inghilterra. Quello che era davvero strano è che stavo via di casa per sei mesi o un anno a girare film e poi ricominciava tutto di nuovo il giorno stesso in cui tornavo. Ho pensato: “Wow, se ne sta tutti giorni a guardare nella mia strada?” Non sapevamo chi fosse i primi anni, prima che la polizia la rintracciasse. Ora fa un certo effetto sapere il suo nome, indirizzo e storia personale. Cominci a pensare, “Magari potrei cominciare a perseguitare TE”. Ma in quel momento cominci a diventare matto come loro. 

È strano andare su Internet e vedere centinai di siti dedicati a te?

Assolutamente. Se avessi tanto successo quanto suggerisce la mia presenza su Internet sarei un incrocio tra Tom Cruise e Marilyn Monroe. Si trova perfino un pupazzetto di me nei panni del travestito di Sweet November. Ricevo le lettere di fan più carine che si possa immaginare. E quando sono in lista per un premio, tutti i miei fan votano on-line e poi si vantano tra di loro di quante migliaia di volte hanno cliccato il mio nome. Le loro dita staranno sanguinando! I miei fan sono davvero fantastici. Fanno dei lavori a maglia per me e mandano regali per Emma e Lily. Mi sento in colpa perché non m’impegno seriamente a rispondere alla posta dei miei fan o a fare qualcosa di più che mandare solo fotografie, specialmente da quando è successo il fatto della stalker. Non sono disposto a spedire risposte personali perché se uno su 10’000 dà di matto allora è meglio non rispondere del tutto. È un vero peccato perché gli altri 9’999 sono persone veramente adorabili. Negli USA un sacco di star non rispondono alla posta dei fan come politica personale proprio per questa ragione. Ma quando ogni tot anni trovo qualcuno che mi aiuti a sbrigare gli arretrati, la maggior parte della gente che riceve una risposta o ha completamente dimenticato chi sono o sta in una casa di riposo.

Peter Pan ha avuto un enorme successo al botteghino e sembra destinato ad averlo anche in DVD. Perché pensi che sia una storia così longeva?

Perché tutti sono spaventati dall’idea di invecchiare. Quando sei un bambino, da una parte non vedi l’ora di diventare grande, ma dall’altra questo ti terrorizza. Poi quando cresci non sei del tutto sicuro di come comportarti, dato che non ti senti davvero maturo, in quel momento. Penso che la storia funzioni perché non tratta i bambini in maniera paternalista, fu scritta in un’epoca in cui si pensava che non si dovesse per forza essere gentili con loro. Quindi è abbastanza brutale e dark e i bambini della storia sono egoisti e cattivi. Lo stesso Peter Pan è un personaggio piuttosto perfido, infatti quando il libro fu scrito per la prima volta non c’era nessun Capitan Uncino – Peter Pan era sia il buono che il cattivo. In più la storia ha sempre funzionato per ogni fascia d’età. Quando ho visto il film con un gruppo di altre persone, ai bambini di 3-4 anni sono piaciute la bella fotografia e le fate, quelli di 7 anni hanno apprezzato le scene di combattimento con le spade e i 12enni erano completamente assorbiti dalla storia romantica tra Peter e Wendy. Poi c’erano gli adulti che stavano piangendo dalla nostalgia per la loro perduta giovinezza – e i ragazzini non riuscivano a capire che diavolo prendesse ai loro genitori!

Ti è piaciuto lavorare con Jeremy Sumpter – il giovane attore che interpreta Peter?

Sì, è stato grande, finché non mi ha quasi ucciso. Stava sempre a chiedere di usare spade di metallo, che sono molto più leggere delle spade di sicurezza avvolte in gomma che io insistevo per usare. Avevo vinto la discussione, e un istante dopo ci fu un terribile incidente, in cui se avessimo usato spade vere uno di noi sarebbe rimasto decapitato o accecato. Jeremy è un ragazzo molto dolce e fu davvero affranto… fino alla mattina dopo. Allora fu come se niente fosse successo e ricominciò a chiedere di usare le spade vere. Una volta mi colpì di brutto! Fece una doppia piroetta e un doppio rovescio con la spada e mi prese dritto in faccia. I miei piedi si staccarono dal suolo, volai all’indietro dall’altra parte della nave e la mia testa si gonfiò immediatamente come una zucca. Non potemmo riprendere per tutto il resto della giornata, e il povero ragazzo era emotivamente addolorato più di quanto io lo fossi fisicamente. Non era colpa sua – certe volte le cose vanno male nelle coreografie di combattimento – ma si sentiva incredibilmente colpevole. Poi la mattina dopo dovemmo riprendere da dove avevamo lasciato e lui ricominciò immediatamente con il solito “Dai, usiamo le spade vere!”

È stato difficile lavorare con un cast di bambini? È stata dura tenerli su di giri?

Le cose si fanno molto lunghe con i bambini se questi non hanno tutti la stessa capacità di recitare, ma quando prendono il ritmo sono assolutamente fantastici. Una delle cose complicate di Peter Pan fu la legge sul lavoro che imponeva che i bambini potessero girare solo per un numero limitato di ore. Quando si arrivò a dover volare – che è davvero doloroso – ero lassù in aria che dondolavo in giro quando Jeremy volle fare una pausa e fu rimpiazzato dalla sua controfigura. Così io me ne stavo lassù tutti i giorni sospeso per le mutande in un enorme spartichiappe, mentre Jeremy era fuori a giocare a basket. Quand’ero alla scuola di Arte Drammatica facevo abitualmente l’intrattenitore alla feste per i bambini, e di questo ho fatto buon uso sul set. È un’impresa piuttosto ardua fare un grande film come questo e si può creare della tensione, così sentii che era mia responsabilità accertarmi che i bambini si divertissero. Diventai il clown del set. Ogni volta che potevo cadere, cadevo e chiunque potesse essere preso in giro, lo prendevo in giro. Specialmente le persone più serie, per le quali inventai soprannomi osceni. C’era un pirata enorme e davvero spaventoso, grosso come Arnold Schwarzenegger, che rinominai “tette da maschio”. Ho cercato e trovato un modo diverso per dire “seno” in ogni singola frase, che dicevo forte sperando che lui non lo notasse, mentre i bambini piangevano dal ridere. Non l’ha mai scoperto. Se chiedesse qualcosa io non ve ne ho mai parlato, ok?

Sei preoccupato che i bambini più piccoli ti odino ora che hai tentato di uccidere Peter Pan e Harry Potter? E se potessi sceglierne uno, quale uccideresti?

No, i bambini amano il cattivo, è quello che vorrebbero essere. Vogliono il costume di Capitan Uncino per mascherarsi da pirata. E poi ho interpretato anche il dolce padre di Wendy, Mr Darling – e somiglio molto di più a lui che ad Uncino. Se potessi scegliere ucciderei Harry Potter, perché Lucius Malfoy non vede l’ora di vederlo morto. Capitan Uncino non vuole veramente uccidere Peter Pan, perché non ha la minima idea di quello che farebbe dopo. Si alimentano l’uno con l’altro. Dovete porvi questa domanda – come si chiamava prima che perdesse la mano? Inviate la risposta su una cartolina, grazie.

Com’è Capitan Uncino rispetto ad altri cattivi cinematografici? Quali sono i tuoi cattivi preferiti in assoluto?

Capitan Uncino non è realmente così malvagio, mi dispiace per lui – è solo un perdente! Prima ancora che la storia cominci ha già perso la mano, quindi è chiaro che non è proprio un asso della scherma. E i soli che riesce ad ammazzare sono i suoi stessi pirati. Sono stato davvero fortunato a poter interpretare questi grandi cattivi. Quello che mi spaventava di più quando ero bambino era il Child Catcher di Chitty Chitty Bang Bang. È per questo che ho cercato di dare a Lucius Malfoy un tono lamentoso, perché la sua voce ha risuonato per tutta la mia infanzia. Ero spaventato anche dalla Strega Malvagia dell’Ovest, ma adesso mia figlia di due anni guarda Il Mago di Oz e le è completamente indifferente, pensa che sia divertente. Così ora mia figlia sa che razza di pappamolle sono.

Lily ha già visto qualcuno dei tuoi film? È spaventata da te?

Eravamo in un centro commerciale quando aveva circa 19 mesi e stavano dando Peter Pan. Vedemmo la scena in cui i bambini stanno volando e a lei piacque e cominciò ad urlare, “Guarda – bambini e bambine che volano in cielo!” Poi comparve Capitan Uncino, ed io pensai “Sarà meglio che esca, potrebbe agitarsi”. Ma si intravide per un secondo e lei urlò, “Guarda – papà mascherato!” Non sono preoccupato che Lily sia spaventata da me, ma che lei ed Emma prima o poi realizzino che sono patetico e siano imbarazzate dal mio (piuttosto stupido) lavoro.

Il ruolo che ti ha fatto scoprire in America è stato quello dell’ufficiale britannico ne Il Patriota con Mel Gibson, dove hai ucciso bambini e incendiato chiese. Non ti sei mai preoccupato di dare una brutta reputazione di noi inglesi?

Diavolo, no. Era piuttosto strano per me il fatto che quando ho cominciato a rilasciare interviste per il film in America la gente mi facesse sempre la stessa domanda, “Pensi che questo ti farà diventare impopolare in Gran Bretagna?” Sul momento pensai “non diciamo stupidaggini”, non è mai stato un reato bruciare la bandiera in Inghilterra, conosciamo benissimo molte delle cose che ha fatto il nostro impero e penso che molta gente se ne vergogni abbastanza. E in un film sulla guerra di Indipendenza chi saranno i cattivi, se non gli Inglesi? Non è una storia sui trafficanti di droga colombiani! Ma mi sbagliavo e mi piovve addosso un sacco di m**** quando tornai. È stato bizzarro anche perché il personaggio che interpretavo era vagamente ispirato su un soldato inglese realmente esistito il cui soprannome era “Il Macellaio”, e che divenne famoso per il fatto di massacrare tutti i suoi prigionieri. Quindi non è che stessi interpretando Gandhi mentre facevo tutte quelle cose. 

Eri già un fan dei libri di Harry Potter prima che ti dessero la parte di Lucius Malfoy?

No, infatti pensai che fosse un po’ strano. Ancora non riuscivo a capire perché così tanti adulti leggessero libri per bambini. In realtà lo feci per Lily e i miei figliocci. Lily non sapeva neanche parlare, era ancora nella pancia di Emma, ma i miei sette figliocci mi spronarono molto. Stavo pensando di non accettare il ruolo, ma appena lo seppero mi telefonarono tutti insieme assolutamente furiosi, sputando sangue. La minaccia che usarono contro di me fu “Lily non ti perdonerà mai quando crescerà”. Così lessi i primi quattro libri, e sono fenomenali. Sono stato sveglio per due notti di seguito e li ho letti tutti dall’inizio alla fine. È stato come mangiare quattro enormi tavolette di cioccolato e poi abbassare lo sguardo sugli incarti e pensare, “ma che diavolo è successo?” Ora tutte le volte che esce un nuovo libro nessuno di noi attori riesce ad aspettare un minuto prima di metterci le mani sopra. Fingiamo che sia perché vogliamo vedere come procede la storia ma quello che stiamo veramente pensando è “ma io ci sono”?

Il tuo personaggio non c’è in Harry Potter e il prigioniero di Azkaban. Ritornerai per il quarto o il quinto film?

Faccio una piccola apparizione nel quarto film, per ricordare alla gente che esisto ancora, ed ho un po’ più da fare nel quinto film. Per essere onesto avevo pensato che non volevo esserci del tutto nel quarto film, ma sarà carino tirare fuori la parrucca dalla naftalina ed iniziare il lento riscaldamento per il quinto film dove ho un po’ di roba abbastanza piccante e interessante. Sto aspettando con ansia di girarlo, sempre che tutti gli altri siano d’accordo nel farlo. Per quel che ne so i ragazzi potrebbero essere sposati e con figli loro. 

C’è stata della competizione sul set di Harry Potter tra te e Alan Rickman su chi dei due sia il più cattivo?

Oh no, mi chinerò sempre a baciare la suola dei suoi stivali. Penso che sia assolutamente sensazionale. Ma il Professor Piton non è tanto cattivo quanto Malfoy.

Tu, Alan e gli altri attori inglesi passate del tempo insieme quando siete ad Hollywood?

No, non proprio. L’ultima cosa che vuoi fare quando arrivi ad Hollywood è appiccicarti a qualcuno che ti chiami per una birra calda e per guardare il campionato di calcio alle quattro del mattino. Non sono più andato a trovare i miei amici – siamo sparsi per tutto il mondo a fare cose diverse – quindi grazie, Dio, per Internet e i messaggi istantanei.

Secondo uno dei tuoi fan site, sei morto sullo schermo 14 volte, inclusa la doppietta nello show per la TV Taggart. Hai una morte preferita?

Mi piace Event Horizon (Punto di non Ritorno), tutte le volte che ho lavorato con il regista Paul Anderson lui ha sempre trovato un bel modo di uccidermi. Essere completamente sventrato e avere i tuoi organi strappati fuori – come mi succede in Event Horizon – è davvero meraglioso. Ne fecero anche delle inquadrature più macabre in primo piano che non furono incluse nel film, perché la gente ammutoliva mentre le guardava al test screening ed era così disgustata che restava distratta per il resto del film. Ho una morte grandiosa anche in una serie tv britannica chiamata Dangerous Lady. È una storia di gangster nella quale io interpreto un criminale gay e Susan Lynch interpreta mia sorella. Sono morto con lei che piangeva su di me e le sue lacrime che si infrangevano sul mio viso quando ho esalato l’ultimo respiro. La sua performance fu così fantastica che tira le quoia fu quasi bello. L’episodio di Taggart fu un grande punto di svolta nella mia carriera perché dovevo interpretare due gemelli identici, uno buono e uno cattivo, e prima avevo interpretato solo dei buoni.

Hai fatto il pieno anche di baci cinematografici, qual è il tuo preferito?

Oh, santo cielo! Sono tutti baci gratuiti, e per un uomo che ha una relazione di 17 anni, sono stupendi! Mi piacciono tutti, anche il bacio appassionato con Daniel Craig nello spettacolo teatrale Angels in America fu un bacio gratuito. Ho appena girato alcuni episodi di The West Wing nel quale Donna mi considera un bel pezzo di figo – così ho baciato appassionatamente Janel Moloney. Lo show è sensazionale, è il miglior programma della tv americana. Nello show Donna e Josh sono la coppia della grande storia d’amore impossibile, ma improvvisamente io ci metto il dito. Potrebbe diventare il mio ruolo più impopolare! Persino mentre la stavo baciando potevo immaginare me stesso che guardavo la scena urlando “noooo!”

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Articolo originale:

We’re Hooked on Potter baddie

By SIMON ROTHSTEIN (2003)

When it comes to British villains in Hollywood you don’t get much badder than Jason Isaacs.
Not only has he tried to kill Peter Pan and Harry Potter, but the Liverpool born actor has also played an IRA warlord, a gay gangster and a sadistic baby-killing church-burning army officer.
But in an exclusive interview Jason told us he is such a wimp in real-life that disappointed fans won’t even ask for an autograph.
The star has also experienced the darker side of fame, telling us about the stalker who has made his life hell for the last eight years.
And he revealed why he’s still not married to his partner of 17 years Emma Hewitt, who he calls his wife, and how their two-year-old daughter Lily has ruined his celebrity lifestyle.
So read on to find out all about the man inside Captain Hook and Lucius Malfoy’s costumes, including why he can’t get enough of on-screen kisses.

What makes villainous roles so appealing for you?

The best roles in Hollywood movies are always the bad guy, as heroes are pretty bland characters. When you read a script the hero doesn’t have anything about him other than the fact that all the women watching the film should want to sleep with him. They don’t normally get to do much acting. They’re just the rock steady sex-bomb at the heart of the story, whereas the bad guys usually have extreme characters and situations. I don’t take acting very seriously, and you can take it even less seriously when you’re licking your genocidal lips. Also I don’t have a choice about the roles I play, as I don’t think women watch my films desperate to rip my clothes off! People would rather see me thrown into a pit full of snakes. I have played a few roles at the very opposite end of the spectrum though – usually priests or very moral soldiers.

We all know how evil you are on screen, but what are you like in real life?

I’m a real pushover and a wimp. I think the tough stuff on screen is just wishful thinking. I had a guy doing building work at my house once and I phoned his wife to settle the bill and she said: “Did he ask you for an autograph?” I was rather shocked as I didn’t realise he even knew I was an actor, but she said: “He’s a big fan of yours. He’s got all your stuff on video and pictures of you on the wall.” I said: “That’s weird, why wouldn’t he mention it?” And she replied: “Oh well, it’s probably because… I better not say.” After I said it wouldn’t hurt my feelings she told me: “Well it’s because he was disappointed meeting you, as you were a bit of a wimp.” 

Have you found it’s true that every girl loves the bad boy – especially those with British accents?

I do get some strange responses, I’ve been sent lots of bizarre obscene photographs. People fantasise about bad characters to an amazing degree. I remember doing an episode of the TV show Civvies where I beat my wife, and I got letters from women saying, “she should never have spoken to you like that. I love a man who is firm”. I wrote back with the phone numbers of battered women’s charities. But the women that love bad boys are very disappointed when I turn out to be caring and considerate in the flesh – they hope that I’m going to drag them by their hair into a cave.

How did you meet Emma, how long have you been together and what does she do?

Emma was a documentary maker, but she’s now proudly announced that she’s never going to work again as long as she lives so I better make a decent living. We met at drama school, and have been together for 17 years. We’re not actually married, although we call each other husband and wife otherwise people get rather peculiar. It seems a bit weird to call someone your girlfriend when you have a child. I have proposed and, bizarrely, Emma accepted, but every time we think about arranging a wedding I get a job. So we will get married one day, probably when Lily comes back from school and says: “You two have to get married, you’re really embarrassing me.”

How has fatherhood changed you?

I wish I’d started a family earlier, it’s the best thing I’ve ever done by far. I don’t know what the f*** I was doing in my 30s – I was always chasing a better party, a more extravagant restaurant or a longer drive on the golf course. But now I’ve got Lily I don’t go out, I’m the opposite of a vampire because I’m only seen during the day. 

You’ve had a very difficult time with an obsessive female fan? Can you tell us what happened?

I’ve had a stalker for the last eight years, and I’ve had her taken to court a number of times to enforce restraining orders. When they wear off, she starts getting in contact again immediately, threateningly, obsessively and constantly. Friends make jokes about it, but then I explain what it is like having someone standing outside your door banging in the early hours of the morning and suddenly a chill goes over the room. It’s not that much fun having a stalker. It’s very disturbing for us and I hope she gets some psychiatric help, but she was meant to have that last time. The best advice the police can give is “move houses, change all your phone numbers and switch jobs”. But none of that applies to an actor. I toyed with the idea of doing theatre, but then she’d just come to the theatre. I’ve been in America and Australia for a year and a half and when I left England she had another restraining order put on her. But quite what will happen in the long run I don’t know. It’s a long way for her to come, but then we were a two-hour train ride from where she lived in England before. What was really strange was I’d be away from home for six months or a year filming and then it would start again the day I got back. So I thought: “Wow, is she just standing in my street every day watching?” We didn’t know who she was for the first few years, until the police caught her. Now it’s weird knowing her name, address and life story. You begin to think, “maybe I should start stalking you”. But then you start becoming as mad as they are.

Is it strange going on the Internet and seeing hundreds of fan sites dedicated to you?

Definitely. If I was as successful as my presence on the Internet suggests then I’d be a cross between Tom Cruise and Marilyn Monroe. There is even a doll available of me in drag in the film Sweet November. I get some of the nicest fan mail you could imagine. Also when I’m up for an award, my fans all vote online and then they’ll boast to each other about how many thousands of times they’ve clicked my name. Their thumbs must be bleeding! My fans really are fantastic. They knit things for me and send presents to Emma and Lily. I feel guilty because I don’t get around to answering fan mail or do more than just send photographs, especially since the stalking thing happened. I’m loath to send personalised replies because if one in 10,000 turns into a loony then you’re better off not answering at all. It’s such a shame because the other 9,999 are really lovely people. In America a lot of stars don’t answer any fan mail ever as a matter of policy for that reason. But once every few years I get somebody in to help me clear the backlog, so most of the people who get a reply have either completely forgotten who I am or are in geriatric homes.

Peter Pan was a huge box office hit and looks set to be a smash on DVD too. Why do you think it is such an enduring story?

Because everybody is scared of getting old. When you’re a kid, on the one hand you’re desperate to be older, but on the other you’re terrified of it. Then when you do get older you aren’t really sure how to behave, because you don’t actually feel old. I think the story works because it doesn’t patronise kids, it was written in an era when they didn’t think that you should be gentle with them. So it’s really quite vicious and dark and the children in it are selfish and villainous. Peter Pan himself is quite a mischievous character, in fact when the book was first written there was no Captain Hook – Peter Pan was the bad guy and the good guy. Also the story has always worked for every age group. When I saw the movie with a group of people, the three and four-year-olds loved the pretty pictures and the fairies, the seven-year-olds really liked the sword-fighting and the flying and the 12-year-olds were completely into the romance between Peter and Wendy. Then there were the grown-ups who were crying with nostalgia and loss of youth – and the kids didn’t know what the hell was going on with their parents!

Did you enjoy working with Jeremy Sumpter – the young actor who played Peter Pan?

Yes, he’s great although he did nearly kill me. He would always ask to use metal swords, as they were much lighter than the ‘safe’ swords wrapped in rubber I insisted on using. I would win the day, then instantly afterwards there would be some terrible accident where if we’d used metal swords one of us would have ended up decapitated or blinded. Jeremy is a very sweet boy and he’d be really distraught and apologetic… until the next morning. Then it would be as if it never happened and he’d want to use metal swords again. One time he knocked me out cold! He did a double-pirouette and a double-backhand with the sword and hit me right in the face. My feet left the ground, I flew backwards towards the other side of the ship and my face immediately blew up like a pumpkin. We couldn’t film for the rest of the day, and the poor kid was in worse emotional pain than I was physical pain. It wasn’t his fault – things go wrong in fights all the time – but he felt so incredibly guilty. Then the next morning we had to continue where we left off and he immediately went into his “come-on, let’s use metal swords” routine.

Was it difficult working with a cast of children? Was it down to you to keep them entertained?

Things take a lot longer with children as they don’t have the same skills at faking it, but it means when they get it right they’re absolutely fantastic. One of the tricky things on Peter Pan was that labour laws meant the children could only work for limited hours. When it came to flying – which is really painful – I was up in the air hanging around while Jeremy would take a break and be replaced by his double. So I’d be up there all day suspended by my undies with a giant wedgie, while Jeremy was off playing basketball. When I was at drama school I used to be an entertainer at children’s parties, and I put that to good use on set. It’s a pretty serious endeavour making a giant movie like this and things can get tense, so I felt it was my responsibility to make sure the kids had a really good time. I became the set clown. Anything I could fall over, I fell over and anybody that could be made fun of I made fun of. Especially the more serious people, who I made up obscene nicknames for. There was a huge very scary pirate, built like Arnold Schwarzenegger, who I called “man breasts”. I’d try and find a way to fit a different word for breasts into every single sentence I said out loud hoping he wouldn’t notice, while the kids cried with laughter. He never found out, I wouldn’t be talking to you if he had!

Do you worry young kids hate you now you’ve tried to kill Peter Pan and Harry Potter? And if you could take one of them out who would it be?

No, kids love the bad guy, that’s who they want to be. They want the Captain Hook costume and to dress up as pirates. Also I played Wendy’s sweet dad Mr Darling – and I look more like him than Hook. If I had the choice I think I’d kill Harry Potter, because Lucius Malfoy is desperate to see the end of him. Captain Hook doesn’t really want to kill Peter Pan, because he doesn’t have a clue what would happen to him. They live and feed off each other. You have to ask yourself this question – what was his name before he lost his hand? Answers on a postcard please.

How does Captain Hook compare to film’s other famous baddies? Who are your all-time favourite villains?

Captain Hook really isn’t that evil, I feel sorry for him – he’s such a loser! Before the story even begins he’s already lost his hand, so he’s clearly not that much cop in the sword-fighting stakes. And the only people he manages to kill are his own pirates. I’ve been really lucky to play some great bad guys. The one that scared me most when I was a kid was the Child Catcher in Chitty Chitty Bang Bang. That’s why I tried to give Lucius Malfoy a whining tone, because that voice resonated throughout my childhood. I was also scared of The Wicked Witch Of The West, but now my two-year-old daughter watches The Wizard Of Oz and is completely unperturbed by her, she thinks she’s funny. So now my daughter knows how much of a wimp I am. 

Has Lily seen any of your films yet? Is she scared of you?

We were in a shopping centre when she was about 19 months and Peter Pan was playing. We saw the scene where the kids were flying and she loved it and started shouting, “look – boys and girls flying in the air!” Then Captain Hook came on, and I thought “I better get out as this will be scary for her”. But it came on for a second and she shouted, “look – daddy dressed up!”I’m not worried that Lily will be scared of me, but that her and Emma will think I’m pathetic and be embarrassed of my rather stupid job. 

Your breakthrough role in America was as a British officer in Mel Gibson’s The Patriot where you killed babies and burned down churches. Did you ever worry about giving us Brits a bad name?

Oh hell no. It was rather weird for me as when I started doing interviews for the film in America people asked me the same question, “do you think this is going to make you unpopular in Britain?” At the time I thought “don’t be silly”, as it’s never been an offence to burn the flag in England and we know full well some of the things our Empire did and I think a lot of people are rather ashamed of it. And in a film about the American War Of Independence who are going to be the bad guys, if it’s not the Brits? It’s not a story about Columbian drug lords! But I was wrong and I hit a complete sh**-storm when I came back. It was more bizarre as the character I was playing was loosely based on a real-life English soldier whose nickname was The Butcher and became famous for slaughtering all of his prisoners. So it’s not like I was playing Ghandi and doing all those things.

Were you a fan of the Harry Potter books before you took on the role of Malfoy?

No, in fact I thought it was rather weird. I couldn’t really understand why so many adults seemed to be reading children’s books. I actually did the role for Lily and my godchildren. Lily wasn’t quite speaking at that time, she was still in Emma’s tummy, but my seven godchildren pushed me into it. I was thinking of not doing the role, but when word got out they all phoned me up absolutely furious and spitting blood. The threat they used against me was, “Lily will never forgive you when she grows up”. So I read the first four books and they are phenomenal. I stayed up for two nights running and read them all from cover to cover. It was like eating four enormous bars of chocolate and then looking down at the wrappers and thinking, “how the hell did that happen?” Now each time a new book comes out we all can’t wait to get our hands on it. We pretend it’s because we want to see where the story is going but what we’re really thinking is “am I in it?”

Your character isn’t in Harry Potter And The Prisoner Of Azkaban, but are you coming back for the fourth or fifth films?

I make a tiny cameo appearance in the fourth film, to remind people that I still exist as I have a bit more to do in the fifth one. To be honest I thought I wouldn’t get to be in the fourth film at all, but it will be nice to get the wig out of mothballs and start the slow warm-up for number five where I have some rather juicy and lovely stuff. I’m looking forward to it, as long as everyone else agrees to do it. For all I know the kids could be married with children by then.

Was there any competition between you and Alan Rickman on the set of Harry Potter over who is the most evil?

Oh no, I would always lie down and lick the bottom of his boots. I think he’s absolutely sensational. But Professor Snape is not as evil as Malfoy is.

Do you, Alan and all the other British actors stick together in Hollywood?

No, not really. The last thing you want to do when you arrive in Hollywood is hook up with someone who takes you for a warm beer and to watch Premiership football at four in the morning. I never get to see my best friends anymore – we’re spread all over the world doing different things – so thank god for the Internet and instant messaging.

According to one of your fan sites you’ve died on-screen 14 times including twice in the TV show Taggart. Do you have a favourite death?

I liked Event Horizon, every time I worked with the director Paul Anderson he’d always try and find a great way to kill me. To be completely gutted and have your organs pulled out – as happened to me in Event Horizon – is rather marvellous. They did much more gruesome close-up shots of it that weren’t included in the film, because people gagged watching them at the test screening and were so revolted by it they were distracted for the rest of the movie. I also had a great death in a British TV series called Dangerous Lady. It was a gangster show where I played a gay crime lord and Susan Lynch played my sister. I died with her crying over me and her tears splashing down on my face as I exhaled my last breath. Her performance was so fantastic it made dying almost beautiful. That Taggart episode was a big turning point in my career as I got to play identical twins, one good and one bad, and before then I’d only played good guys.

You’ve had plenty of on-screen kisses too, what’s your favourite?

Oh blimey! They’re all free kisses and for a man who has been in a relationship for 17 years they’re marvellous! I love them all, even snogging Daniel Craig in the play Angels In America was a free kiss! I’ve just filmed some episodes of The West Wing, where I’m a little bit of totty for Donna – so I’ve been snogging Janel Moloney. The show is sensational, it’s the best programme on American telly. In the show Donna and Josh are the great unconsummated love story, but I suddenly stick my oar in. It could be my most unpopular role yet! Even when I was kissing her I could imagine myself watching it screaming “noooo!”